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Riciclaggio degli pneumatici: una sfida di cui sei protagonista

Lo pneumatico, elemento essenziale per il comfort e la sicurezza al volante, è una mescola di gomma e diversi agenti chimici. Alcuni produttori lavorano attualmente su soluzioni più sostenibili ed eco-responsabili, che potrebbero essere commercializzate nei prossimi anni. Ma finché non avverrà una trasformazione radicale della sua forma e della sua produzione, lo pneumatico attuale richiede ancora un trattamento specifico per il fine vita. Quali sono le informazioni e le procedure che deve conoscere un conducente?

Un rifiuto molto speciale

Ogni anno sono venduti nel mondo 1,6 miliardi di nuovi pneumatici, che rappresentano circa 26 milioni di tonnellate di gomma: una cifra che pesa molto nello smaltimento dei rifiuti. Questi dati sono destinati ad aumentare per due motivi:

  1. la crescita dei paesi dove il tasso di utilizzo è ancora basso;
  2. lo sviluppo delle auto elettriche.

In effetti, gli EV sono generalmente più pesanti rispetto ai modelli a benzina e consumano quindi maggiormente la gomma.

Questo argomento ti interessa? Scopri il nostro articolo sugli pneumatici per auto elettriche.

Anche se gli pneumatici non rientrano nella categoria dei rifiuti più pericolosi, sono tra quelli che vengono sottoposti a controlli più severi. Quando bruciano, magari a causa di incendi in depositi illegali, emettono infatti gas tossici pericolosi per l’ambiente e la salute dell’uomo. Inoltre sono dei nidi perfetti per le zanzare, potenziali ricettacoli di virus.

Un freno all’inquinamento

Per limitare l’abbandono degli pneumatici all’aperto, dal 16 luglio 2001 una direttiva europea ne proibisce il conferimento in discarica e da allora le iniziativi di economia circolare si sono moltiplicate. In paesi come Francia e Svizzera, gli pneumatici usati sono smaltiti secondo il principio di responsabilità dei produttori: chi ha commercializzato lo pneumatico deve occuparsi anche della sua raccolta.

La raccolta viene gestita, insieme al riciclaggio, in filiere dedicate che si occupano esclusivamente dello smaltimento degli pneumatici usati. Il pioniere di questo approccio è stata la Spagna, alla fine degli anni ’90, il cui esempio è stato presto seguito dalla Germania e da altri paesi dell’Unione Europea.

Lo sapevi?

Innanzitutto, questi organismi autorizzati verificano se lo pneumatico può essere riutilizzato oppure no. Si cerca di privilegiare sempre il riutilizzo, per esempio nel caso di un veicolo con pneumatici nuovi che ha subito un incidente. Se lo pneumatico è intatto, viene rimesso direttamente in servizio. Se è un po’ consumato, può essere spedito in riparazione in apposite filiere, dove viene rigenerato, ovvero viene sostituito il battistrada usato con uno nuovo. In entrambi i casi lo pneumatico non viene considerato più un rifiuto.

Le 1001 vite degli pneumatici

Nel momento in cui lo pneumatico viene considerato fuori uso (PFU), viene riciclato… in una nuova forma! Gli pneumatici usati vengono trasferiti verso dei centri di smaltimento, dove i diversi componenti vengono valorizzati in più modi.

Per esempio, forse non tutti sanno che i tappeti da fitness possono essere composti in parte da pneumatici riciclati.

In effetti, uno dei due principali modi di riutilizzare lo pneumatico consiste nella valorizzazione dei materiali: il PFU viene ridotto in granulato e destinato alla composizione di oggetti o rivestimenti, oltre a molte attrezzature sportive e per lo svago, come piste di atletica, aree gioco, bersagli nei poligoni di tiro, erba sintetica e superfici per le arene equestri.

Inoltre, il granulato ottenuto dagli pneumatici viene sempre più utilizzato per l’asfaltatura delle strade. Infatti la gomma produce meno rumore al passaggio dei veicoli. Inoltre, i PFU vengono utilizzati per la creazione di schermi acustici.

Una gran parte dei PFU è sottoposta anche a una valorizzazione energetica. Gli pneumatici contengono infatti carbonio, che può essere bruciato come combustibile al posto del carbone, oppure venire utilizzato in cementifici e acciaierie.

Gli pneumatici a fine vita possono essere utilizzati quindi in diversi modi, per ridurre il loro impatto ambientale e al servizio di un’economia circolare. Come fare allora per essere certi che gli pneumatici usati diano vita a questo circolo virtuoso?

Tocca a te!

Niente paura, Pneus Online ti spiega tutto. Ci sono due domande da porsi:

  • a chi spetta la raccolta degli pneumatici fuori uso?

Potrebbe spettare a te, in caso gli pneumatici siano stati ordinati online e spediti direttamente al tuo domicilio. In quel caso, dovrai conferire gli pneumatici presso un apposito centro raccolta oppure un’isola ecologica. In caso gli pneumatici siano stati consegnati presso un gommista, il gommista ha l’obbligo di riprenderli a fine vita.

  • L’eco-tassa è stata pagata? (in caso sia prevista dal tuo paese)

L’ecotassa PFU è obbligatoria. È un contributo previsto per ogni acquirente di pneumatici a beneficio di un ente che si occupa del processo di trasformazione e valorizzazione degli pneumatici. Quindi, senza questa tassa, non sarebbe possibile dare nuova vita agli pneumatici. È spesso inclusa nel prezzo di vendita degli pneumatici nuovi e, se non è chiaramente indicata sulla fattura, si ha il diritto di chiedere che venga esplicitamente menzionata.

Non importa quale sia la tua situazione e dove vivi: Pneus Online si impegna a proporti le soluzioni più adattate e più sostenibili per i tuoi pneumatici. Visita la nostra pagina per altri consigli sugli pneumatici.

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